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Visualizzazione dei post con l'etichetta Critica dell'Architettura

RIPENSARE GLI SPAZI AI TEMPI DEL COVID-19

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"La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto."  Albert Einstein La pandemia in corso, ha messo in evidenza molte fragilità del nostro sistema in generale, non solo di quello economico e sanitario, ma anche il nostro stile di vita è stato rimesso in discussione. Molte abitudini sono già cambiate, altre ancora cambieranno. La società si rimodulerà in funzione delle nuove esigenze , molte normative già lo hanno fatto e altre ancora lo faranno (chi sa, per esempio, se e come cambieranno i requisiti della normativa igienico-sanitaria?). Con la società in cambiamento, il mondo della progettazione nella sua interezza sarà chiamato a affrontare nuove sfide e in questo l’architettura non sarà da meno. Bisognerà ripensare gli spazi, tutti gli spazi “dal cucchiaio alla città”, per mantenere il famigerato distanziamento sociale. Ho buttato giù qualche idea e soprattutto tante domande (e alcune ipotesi volutamente provocatorie): ALLOGGI Abbiam...

GLI OCCHI DEL PROGETTISTA

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Un progettista deve saper osservare. Questa è una lezione che impariamo già al primo anno di università e che ci sentiamo ripetere come un mantra. Osservare gli spazi, per capire come l'architetto ha dato risposta a un problema, ma soprattutto osservare le persone . Milano - Foto Alessia Malara Le città sono degli osservatori di etologia umana e urbana ricchi e diversificati. Tutto parte dalle persone, per le persone. Le vie del centro, le periferie, le scuole, gli uffici, i supermercati, i locali, i mezzi pubblici o anche gli spazi virtuali come internet  offrono tantissimi spunti a qualunque tipo di progettista,  dall'urbanista, all'interior designer. Ovunque il quotidiano faccia mostra delle sue battaglie, così come del divertimento, lì ci sono delle esigenze che il progettista deve saper capire per dare risposta a domande che spesso non sono ancora state poste. La tendenza del periodo storico in atto, a mio avviso, è quella della personalizzazione : ...

L'ESTETICA DELLA MACCHINA

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"Avevamo vegliato tutta la notte, i miei amici ed io, sotto lampade di moschea dalle cupole di ottone traforato, stellate come le nostre anime, perché come queste irradiate dal chiuso fulgore di un cuore elettrico." Con queste parole ha inizio il Manifesto del Futurismo , pubblicato in francese sul quotidiano parigino Le Figaro il 20 febbraio 1909 da  Filippo Tommaso Marinetti, poeta e scrittore italiano di formazione francese ,  sempre proiettato verso la  ricerca di modernità del linguaggio e della forma poetica, in favore del verso libero. N el Manifesto, Marinetti formula il suo programma di rivolta contro la cultura del passato  ("Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche,le accademie d'ogni specie") e espone i principi ispiratori del movimento, che ambivano all'edificazione di una cultura integralmente rinnovata. http://www.cn24tv.it/news/134172/futurismo-un-incontro-nel-centenario-della-morte-di-sant-elia.htm l I valori su cui in...

L'ARCHITETTURA DOMESTICA - Margarete Schütte-Lihotzky

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«Vidi che ogni millimetro disegnato aveva un significato e si realizzava qualcosa che avrebbe influenzato l’ambiente quotidiano dell’uomo». 1. Margarete Schütte-Lihotzky Margarete (1897-2000) nasce nell'eclettica Vienna di fine Ottocento da una famiglia medio-borghese. Dopo aver concluso gli studi di base, frequenta privatamente delle lezioni di disegno e gra fica, per poi decidere di diventare architetto, anche se contro il volere della sua famiglia. Così inizia a frequentare la Kunstgewerbeschule , la più celebre scuola di arti applicate di Vienna, dove insegnano artisti e architetti importanti e di tendenze progressiste. Rappresenta un caso unico perché è una studentessa austriaca in una scuola di architettura, in un periodo in cui le ragazze non erano ammesse né alle accademie, né ai politecnici. Il suo percorso accademico è brillante e le permette di ultimare gli studi in breve tempo, diventando una delle prime donne architetto in Europa , la seconda in Austr...

IL MEDICO DELL'ARCHITETTURA - Friedensreich Hundertwasser

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"Da quando ci sono urbanisti indottrinati e architetti standardizzati, le nostre case sono malate.   Non si ammalano, sono già concepite e costruite come case malate. Tolleriamo migliaia di questi edifici, privi di sentimento ed emozioni, dittatoriali, spietati, aggressivi, sacrileghi, piatti, sterili, disadorni, freddi, non romantici, anonimi, il vuoto assoluto. Danno l’illusione della funzionalità. Sono talmente deprimenti che si ammalano sia gli abitanti sia i passanti. Basti pensare che, se 100 persone vivono in una casa, altre 10.000 vi passano davanti ogni giorno e queste ultime soffrono come gli inquilini, forse ancora di più, per il senso di depressione che emana dalla facciata di una casa sterile. Gli ospedali sono malati. Le costruzioni uniformi simili a campi  di concentramento e a caserme distruggono e appiattiscono quanto di più prezioso un giovane può apportare alla società: la creatività spontanea dell’individuo. Gli architetti non possono risanare queste ca...